arrow-linkcarousel-next-arrowcarousel-prev-arrowcontract-imocontract-medemail-sharefacebook-sharegaranziaglobegoogle-plus-sharelogo-beddinglogo-hildingpinterest-sharesearchslider-next-arrowslider-prev-arrowsocial-facebooksocial-feedsocial-flickrsocial-google-plussocial-instagramsocial-linkedinsocial-pinterestsocial-twittersocial-youtubetwitter-share
Storie

Sogni d'estate, risvegli d'autunno.

Sogni d'estate, risvegli d'autunno.

Bip bip bip bip bip bip...

La sveglia, ancora lei, la solita tiranna. Mi ero disabituata al suo suono elettronico e tremendamente puntuale. Si stava così bene fino a ieri. Le onde del mare e il fruscio del vento tra le fronde. Vorrei svegliarmi sempre così. E invece eccola, con il suo bip bip infallibile. Si ricomincia.

Non vorrei sembrare melodrammatica, ma sono convinta che l’ora del risveglio nel primo giorno di lavoro dopo le ferie si possa annoverare tra i momenti più brutti per ogni essere umano mediamente senziente.

Non fraintendetemi, io adoro il mio lavoro. Gli incontri con i clienti, le riunioni commerciali, l’organizzazione delle fiere e degli eventi di lancio dei nuovi prodotti... mi piacciono un sacco. Per questo lavoro sodo. Ma poi arrivi ad un certo punto che ti senti scarica, senti che non ce la fai più. Ed ecco le ferie, al momento giusto, per staccare la spina.

Le due settimane di vacanza ora sembrano solo un sogno fugace, basta il primo richiamo dell’odiatissima sveglia per riportarti alla dura realtà. In quell’instante credo che ogni persona si spezzi in due. Un pezzo tende verso il futuro, con il terrificante pensiero delle centinaia di mail da leggere, della prima riunione col capo workaholic, delle ore passate davanti a un monitor con l’aria condizionata in modalità frigo: un’attentato contro l’abbronzatura. L’altro pezzo tende al passato: il dolce ricordo del sole, della spiaggia, delle feste... sono giovane, sono carina, sono socievole e soprattutto sono single, perciò in vacanza posso fare quello che mi pare e piace.

Se potessi fare anche adesso quello che mi pare e piace, rimarrei qui, proprio qui dove sono ora: a letto, stesa tra il materasso fresco e le lenzuola lisce, con la faccia affondata nel cuscino.

Amo il mio materasso. Lo amo così tanto che avrei passato la vacanza in camera da letto, ma vallo a spiegare alle amiche: “No ragazze, davvero, non possono venire. Sì, ho una relazione con il mio materasso”.

Lo adoro perché è confortevole e mi coccola come non mi ha mai coccolata nessuno. Da quando l’ho preso, d’estate non mi sveglio più per il gran caldo, perché fa evaporare l’umidità grazie al suo tessuto traspirante. Lo conosco bene il mio materasso: nelle relazioni serie non puoi mica scegliere il primo che capita!

Sapete che vi dico: io me ne sto qui. L’estate sarà pure un ricordo, ma sono solo le 6.35, posso rimanere a letto altri dieci minuti. Se bevo il caffè al bar ce la posso fare. Metto la sveglia alle 6.45 e mi appisolo ancora un po’. Qui si sta così bene... qui mi sento sicura e coccolata... qui è così fresco e rilassante... qui... ...

_

Contributo da:

Anna Laura lavora come responsabile marketing presso una piccola azienda artigiana del Nord- Est che produce calzature femminili di lusso. Dopo un’intensa giornata di lavoro non vede l’ora di tuffarsi a letto per leggere un romanzo o guardare qualche serie tv. Per dormire sonni a cinque stelle Anna Laura ha scelto il materasso Suite di Bedding: la struttura in Elasgum e gli strati in MemoryBed permettono al materasso di adattarsi progressivamente al corpo, mentre la schiuma antibatterica FlyDry, traspirante al 100%, grazie alla struttura a celle estremamente aperte e areate consente l’evaporazione dell’umidità per mantenere sempre una temperatura gradevole.

Top